Benvenuto nel sito ufficiale dei Missionari Servi dei Poveri

“Andare avanti senza voltarsi indietro”

La vocazione è un dono prezioso del Signore, sebbene io ne sia indegno. Egli ha generosamente riversato questo dono nella mia vita. Quando mi chiedo perché sono stato chiamato a diventare un servo dei Poveri, la risposta risiede nel mio profondo desiderio di seguire Cristo e, in modo particolare, di imitare Giacomo Cusmano, il fondatore della nostra Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri. Credo che attraverso questa chiamata potrò crescere nella compassione, nella cura e nell’amore per i poveri, nostri padroni.

È per questo profondo desiderio che, dopo aver finito la mia sperienza religiosa nel noviziato, ho deciso, in libertà e amore, di pronunciare il mio sì a Dio, in maniera che Egli con la sua grazia mi sostenga in questo impegno e in questa donazione per il servizio del Regno.

L’occasione è stata il giorno 11 gennaio 2026 nella santa Messa presieduta dal Revmo. Mons. Sebastian Vaz, Vicario Generale della Diocesi di Punalur, India, e nella quale, io fr. Rakesh, ho emesso i miei primi voti de castità, povertà e obbedienza.

La santa Messa è stata celebrata nella capella dedicata al Beato Francesco Spoto nei locali della Cusmano Nivas Punalur, lì ho fatto la mia prima professione religiosa dei voti temporali nelle mani del superiore locale, P. Thyparambil Babu Varghese e alla presenza dei padri Lipin Thomas e Vigilraj come testimoni del mio primo sì al Signore.

Hanno partecipato alla sacra celebrazione i confratelli delle diverse comunità, sacerdoti diocesani, consorelle serve dei poveri ed altre suore, così pure i miei famigliari e parecchi amici e amiche. Con tutti loro alla fine abbiamo condiviso una cena che si è offerta a maniera di ringraziamento per la loro presenza in questo momento tanto speciale per me e per il loro amore e affetto con i quali mi hanno accompagnato finora.

Chiedo al Signore la perseveranza nella mia vocazione e nella mia risposta, dal momento che ogni giorno della mia vita, la Parola di Dio svolge un ruolo fondamentale nel nutrire dentro di me questo desiderio di appartenere totalmente al Signore. Il versetto della Scrittura: “Nessuno che metta la mano sull’aratro e guardi indietro è adatto al Regno di Dio” (Luca 9,62) ha toccato profondamente il mio cuore. Questa Parola mi rafforza e mi incoraggia a rimanere saldo nel mio impegno a continuare come servo dei Poveri.

Prego pure al Signore, che sia il Suo amore che ispiri la mia scelta, e sia la Sua misericordia che sostenga la mia esistenza. A Egli rivolgo le mie parole fiduciose dicendogli: “ti prego umilmente che Tu mi guidi su questo cammino senza permettermi di inciampare o cadere. Guidami sempre secondo la Tua volontà e concedimi la grazia di perseverare fedelmente nella mia vocazione”.

Fratello Rakesh T. Rajendran s.d.P.

Facebook
Twitter
Email

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Leggi anche

Altri articoli